Il bambino e l’astronauta

questa storia è scritta da: Samuele Gagliardi, Rosmary Giuliano, Sofia Suglia, e Mattia Vavalle

C’era una volta un bambino di nome Martino che era sempre molto triste, perché non aveva nessun amico con cui chiacchierare e giocare.

Dopo aver fatto il giro di alcuni pianeti e aver incontrato personaggi bizzarri, tornò sul suo.

Appena atterrato, vide cadere in picchiata una navicella spaziale con a bordo un astronauta.

Il bambino capì subito che era in pericolo di vita, così corse subito sulla navicella e lo trovò intrappolato tra il cruscotto dei comandi.

Fece di tutto per estrarlo con molta delicatezza e dopo innumerevoli cure e medicazioni, l’astronauta tornò a camminare e a stare bene.

Però era molto dispiaciuto della sua navicella a cui ci teneva tanto ed era tra l’altro l’unico mezzo che gli avrebbe consentito il ritorno a casa.

In questo caso Martino cercò con la sua cassetta degli attrezzi di sistemare il veicolo, ma nulla da fare.

Così decise di chiamare tutti gli abitanti del paese e di convincerli ad aiutare lo straniero che in cambio avrebbe regalato ad ogni cittadino un giro sulla navicella tra il firmamento e le costellazioni.

La mano di tutti e il grande spirito di collaborazione, servirono a far ripartire la navicella che venne inaugurata con una festa che le donne del luogo organizzarono con i loro bambini e anziani.

Tutti mangiarono e ballarono per tre giorni consecutivi e, in gruppi di venti persone per volta, salirono a bordo della navicella per il tour promesso dall’astronauta.

Furono giorni meravigliosi, ma lo straniero doveva necessariamente tornare a casa.

Come ultimo desiderio prima della sua partenza, Martino gli chiese di ritornare su un pianeta dove aveva smarrito un casco molto prezioso per lui e che gli aveva tempo prima regalato il nonno con la promessa di averne cura in quanto era magico.

L’astronauta accettò anche in segno di gratitudine e partirono all’indomani alla ricerca del prezioso oggetto.

Giunti nel pianeta vicino, Martino si accorse che non c’era più nel luogo dove l’aveva lasciato. Lo cercarono dappertutto, ma niente.

Peccato…! Chiese all’astronauta di disegnargli il casco, ma lui non sapeva proprio riprodurlo uguale a quello regalatogli dal nonno. Così pensò di disegnare una scatola con un fiocco rosso che era proprio quella che conteneva il regalo quando gli fu consegnato.

Martino fu felice, salutò l’astronauta diventato suo amico e si ritrovò per magia nel suo paesino con il pacco tra le mani.