Matilde

questa storia è scritta da: Mariacarla Saffi e Nico Defilippis

Al centro della città c’è una villa dove vive una famiglia composta dalla madre che si chiama Dominga, il padre Pietro, il figlio più grande Lorenzo e la figlia più piccola Matilde. La piccola Matilde a 5 mesi sapeva già camminare e a 3 anni aveva imparato a leggere l’unico libro che c’era in casa cioè un libro di cucina. Conosce il suo libro a memoria però Matilde è stanca di leggere sempre lo stesso libro così un giorno mentre sua madre sta per uscire e andare dalla sua amica Gianferdinanda a giocare a burraco, chiede alla mamma se può andare in biblioteca a prendergli un libro da leggere; la mamma infuriata le risponde: “Perché vuoi un libro? Abbiamo la televisione!”. Matilde risponde delusa:” Ma mamma io voglio un nuovo libro!”. La mamma va via sbattendo la porta in modo fortissimo da far rimbombare il suono per tutta la villa; ma Matilde è una bambina molto furba ed escogita un modo per poter uscire e poi ritornare a casa di nascosto all’insaputa dei genitori, tanto non se ne sarebbero mai accorti perché per loro era invisibile. Matilde decide di andare in biblioteca anche se la notte precedente, il padre aveva strappato le prime 12 pagine, del suo libro preferito e l’aveva intimorita tanto.

Matilde ha paura, non è mai uscita di casa, per cui non conosce la strada per andare in biblioteca ma prende coraggio ed esce dalla villa e si incammina. Per strada incontra una ragazza e le chiede: ”sai per caso dov’è la biblioteca?” la ragazza, un po’ scocciata, le risponde:” prosegui  dritto fino alla casa di colore cicci viola, gira a destra e prosegui dritto fino alla scuola Ferrari doppio Mardoncininino poi gira subito a sinistra e  fai circa 1 metro di strada ondulata poi di nuovo a destra e davanti a te troverai la biblioteca” Matilde contenta riprende il cammino e nota che , tutta la gente che incontra fa delle strane facce perché molto probabilmente sono straniti nel vedere una bambina troppo piccola camminare sola.

Con un po’ di fatica, arriva in biblioteca e nota un cartello strano affisso in alto ma entra lo stesso, il suo primo pensiero è quello di domandarsi come mai ci sono così tante persone ma, presa dalla voglia di trovare un libro non ci pensa più. Si mette subito alla ricerca di un libro, ma non trova nulla, si mette alla ricerca della bibliotecaria per chiedere informazioni ma non trova nessuno e inizia a chiedere in giro, trova dei ragazzi più grandi di lei e chiede dove sono i libri. I ragazzi perplessi la guardano male e chiedono a cosa servono i libri; i ragazzi invitano Matilde a guardare la televisione con loro, piuttosto che cercare un libro.

Andare in quel posto è stato un grandissimo sbaglio perché dopo queta avventura Matilde si trasforma, da brava ragazza a una ragazza maleducata, infatti appena tornata a casa i genitori non la riconoscono più. La mamma dice:” Cosa ti è capitato?” Matilde risponde:” Mi sono stancata di essere una brava ragazza, ora sono una nuova Matilde, e dato che sono cambiata da oggi mi chiamerete Matilda!”.

Iniziano le vacanze e Matilda peggiora sempre più, il suo carattere è insopportabile. I genitori sono esasperati, quando arriva il primo giorno di scuola, la mamma dice a Matilda di non fare scenate e di comportarsi bene ma a Matilda non interessa e le risponde anche male:” Mamma, non me ne frega niente, fatti i fatti tuoi!”

Arrivata a scuola si siede al suo posto con il nome Matilde scritto sul banco, appena legge quel nome interrompe la lezione e dice: “Maestra, io non sono Matilde ma Matilda, capito?! e che non si ripeta mai più intesi!”. La maestra risponde:” Matilde, intanto ti calmi, e ora vai a fare visita dalla dirigente.” Matilde risponde: “E quindi!”

La maestra prende Matilde dal braccio e la porta in presidenza e racconta tutto quello che è successo in classe. La preside dà ragione alla maestra rimprovera Matilde; la preside dice: “Matilde, ora basta! Vai subito in classe senza fare storie e ascolta la lezione!”, Matilde risponde:” E se non lo facessi? Cosa mi accadrebbe? Mettermi una nota? Io non ci torno in quella classe puzzolente, con maestre altrettanto puzzolenti, e anche lei preside vuole che le regali un deodorante?”

La preside infuriata risponde:” No, Matilde. Non solo una nota ma bensì una sospensione di tre giorni”. Matilde risponde: “uh che paura!”. Matilde va via, sbatte la porta e scappa da scuola. La preside la rincorre ma Matilde è molto più veloce e arriva a casa.

La preside ritorna infuriata a scuola, dicendo che avrebbe trovato subito Matilde a tutti i costi.

Nel frattempo il padre è al suo ristorante di cucina francese molto raffinato; la preside e la maestra vanno a pranzo in questo ristorante e iniziano ad ordinare le pietanze, a prendere l’ordine è proprio il padre di Matilde, la preside e la maestra notano la somiglianza e chiedono se lui è il padre di Matilde Portofallo.

Il padre risponde di sì, e chiede subito di Matilde; la preside risponde e dice che Matilde non solo è indisciplinata, maleducata ma è anche scappata da scuola. In quello stesso instante Matilde manda un messaggio al padre con su scritto “Papà, sono scappata da scuola, e mentre uscivo la preside mi ha rincorso, minacciandomi di non tornare più a scuola, ho anche le prove!” Il padre mostra il messaggio alla preside e alla maestra. La maestra e il padre scioccati decidono di denunciare la preside, e corrono subito in caserma per fare rapporto e scoprono che in passato la preside aveva minacciato altri ragazzi e qualche giorno prima aveva rinchiuso dei ragazzi in una stanza buia della scuola, ed erano ancora li. La preside va in prigione, il padre racconta tutto a Matilde, Matilde amante del genere horror decide di incontrarsi con i suoi amici, entrare di nascosto a scuola e cercare questa stanza buia per liberare i ragazzi che aveva nascosto.

Trovano questa stanza nascosta in presidenza e liberano i ragazzi dopo qualche giorno di prigionia. Negli anni seguenti la preside in prigione muore per disperazione. Matilde, finalmente, ritrova il suo buon senso, va in una vera biblioteca, riscopre l’amore verso i libri e al compimento del suo diciottesimo compleanno diventa una volontaria in biblioteca. Sistema i libri, aiuta i ragazzi nella ricerca dei libri e dedica un lato della biblioteca alla lettura per ragazzi, inserendo libri di genere horror e thriller.


Matilde era una bambina di tre anni che non sapeva ancora parlare.
A Matilde piaceva molto guardare la televisione.
I genitori davano molte attenzioni a lei e non al fratello Leonardo che aveva otto anni.
La madre di Matilde era un accalappiacani, cioè andava in giro per le strade a caccia di cani randagi.
Il padre di Matilde invece, prendeva i cani catturati dalla moglie e li addestrava per combattere fra di loro.
Compiuti sei anni, Matilde non vuole andare a scuola perché non le piaceva, ma ci va lo stesso perché era obbligata; invece al fratello, pur piacendogli la scuola, faceva molte assenze per colpa dei genitori perché lo mettevano in una stanza insieme a due cani per vedere meglio come combattevano al posto di vederlo dallo stanzino con una vetrata affacciata sulla “stanza del combattimento” dove c’erano i genitori perché non si vedeva molto bene.
Un giorno lo zio Vito regalò un tablet a Leonardo e un libro a Matilde; Matilde non sapeva cosa fare con un libro noioso e quindi decise di regalarlo al fratello e il fratello regalò a Matilde il suo tablet perché anche lui non sapeva cosa farsene.
Un giorno la preside di Matilde trovò un cane addestrato dal padre di Matilde, ma non sapendolo se lo portò a casa.
Appena tornata a casa il cane aggredì la preside ammazzandola, nessuno si accorse che la preside era morta perché non aveva un marito che dopo aver lavorato tornava a casa.